la voce dei muti parla a noi sordi...
auschwitz è stato terrificante. nessun'atmosfera di morte, né nubi scure né fulmini a condurre per mano lo spirito sulla strada che lo apre all'orrore. il cielo era sereno e il sole splendeva sugli alberi verdi del lager, non c'era bisogno di una lugubre atmosfera di pioggia per respirare il peso schiacciante dello sterminio... perché l'uomo non dimentichi è giusto vedere le prove inequivocabili della follia, tonnellate di capelli e suppellettili, migliaia di fotografie scattate alla schedatura degli internati che mostrano solo una parte minima di quello che non so immaginare. tutto supera ogni possibilità e probabilmente troppo è già stato scritto sull'argomento. preferisco quindi tacere, tralasciando queste poche parole, e pensare, e continuare a pensarci sempre, e continuare a sostenere che non è cambiato nulla, che l'uomo non impara mai, che oggi come allora milioni di persone senza volto né voce, ridotte a entità matematiche inquantificabili, vengono uccise nel cuore ancor prima che nel corpo, ridotte a nulla e in seguito cancellate senza che alcuno possa anche solo saperlo.
pensa per un attimo a quanti sogni hai, per quante speranze lotti o piangi o sorridi o voli ogni giorno ed ogni momento della tua vita... se ci togliessero tutto quello e la capacità di pensarci, se ci trasformassero in macchine che lentamente si logorano, se non potessimo più gridare al mondo "io ci sono e sono una vita che vale qualcosa", come sopravvivremmo? saremmo già morti, e in più dimenticati.
pensa per un attimo a quanti sogni hai, per quante speranze lotti o piangi o sorridi o voli ogni giorno ed ogni momento della tua vita... se ci togliessero tutto quello e la capacità di pensarci, se ci trasformassero in macchine che lentamente si logorano, se non potessimo più gridare al mondo "io ci sono e sono una vita che vale qualcosa", come sopravvivremmo? saremmo già morti, e in più dimenticati.
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