contra divites, media, theologiam, fidem rationemque
ho letto il discorso tenuto dal capo della chiesa cattolica romana all'università di regensburg... non ho il tempo né la voglia di iniziare a confutare almeno la validità immanente più che trascendente delle sue tesi, anche per l'ovvio motivo dell'insufficienza della mia cultura... alla quale spero di rimediare quanto prima...
tuttavia, giungendo al punto fondamentale, mi ero ormai dimenticato delle parole tratte dal discorso di manuele paleologo... è necessaria una buona dose di cieca rabbia per considerarle un diretto attacco all'islam, pur conoscendo l'inequivocabile certezza della senilità che spinge il pontefice a professare le sue convinzioni teologiche dispensandole come verità assolute, legittimate semplicemente dalla sua notevole erudizione.
con occhio laico e lontano da qualsiasi estremismo religioso, da ogni fede nei dogmi e nelle auctoritates, sono fermamente convinto che sia necessaria da parte di qualcuno una maggiore riflessività, un momento di dialettico confronto (soprattutto con la propria anima) che preceda (e quindi possibilmente scongiuri) quello dell'attacco inutile e volontario, fondato su un pretesto alquanto debole.
con ciò non intendo condannare alcuno, se non il solito infernale potere che controlla le masse comandando milioni di esseri umani trasformati in marionette prive di volontà al servizio dei desideri e delle brame (plutone, sia tu maledetto!) dei governanti e di chi a sua volta li controlla...
non so quanti musulmani del popolo, semplici lavoratori, si siano gettati contro un frammento di un discorso del quale sicuramente non potevano comprendere che la centesima parte, ma le ipotesi possibili sono varie; potrebbero essere in numero molto minore rispetto a quanto i nostri controllori vogliano farci credere (l'informazione è libera quanto il condannato a morte nella sua ultima cella); in ogni caso è certo che le difficili condizioni di vita di molti di loro, la rabbia e la delusione che tanti portano sempre in sé per l'ingiustizia della propria situazione siano lo strumento al quale nessun potente dimentica di far presa quando ha necessità di fare sentire a tutto il mondo il proprio pensiero finalizzato ovviamente al profitto... che potrebbe derivare anche da una catastrofe mondiale...
mi rifiuto di credere che la follia fondamentalista possa avere peso per chi possiede la cultura e il denaro...
la religione spesso è solo una maschera di interessi gretti e brutali... la storia ce lo insegna, lo impareremo mai???
tuttavia, giungendo al punto fondamentale, mi ero ormai dimenticato delle parole tratte dal discorso di manuele paleologo... è necessaria una buona dose di cieca rabbia per considerarle un diretto attacco all'islam, pur conoscendo l'inequivocabile certezza della senilità che spinge il pontefice a professare le sue convinzioni teologiche dispensandole come verità assolute, legittimate semplicemente dalla sua notevole erudizione.
con occhio laico e lontano da qualsiasi estremismo religioso, da ogni fede nei dogmi e nelle auctoritates, sono fermamente convinto che sia necessaria da parte di qualcuno una maggiore riflessività, un momento di dialettico confronto (soprattutto con la propria anima) che preceda (e quindi possibilmente scongiuri) quello dell'attacco inutile e volontario, fondato su un pretesto alquanto debole.
con ciò non intendo condannare alcuno, se non il solito infernale potere che controlla le masse comandando milioni di esseri umani trasformati in marionette prive di volontà al servizio dei desideri e delle brame (plutone, sia tu maledetto!) dei governanti e di chi a sua volta li controlla...
non so quanti musulmani del popolo, semplici lavoratori, si siano gettati contro un frammento di un discorso del quale sicuramente non potevano comprendere che la centesima parte, ma le ipotesi possibili sono varie; potrebbero essere in numero molto minore rispetto a quanto i nostri controllori vogliano farci credere (l'informazione è libera quanto il condannato a morte nella sua ultima cella); in ogni caso è certo che le difficili condizioni di vita di molti di loro, la rabbia e la delusione che tanti portano sempre in sé per l'ingiustizia della propria situazione siano lo strumento al quale nessun potente dimentica di far presa quando ha necessità di fare sentire a tutto il mondo il proprio pensiero finalizzato ovviamente al profitto... che potrebbe derivare anche da una catastrofe mondiale...
mi rifiuto di credere che la follia fondamentalista possa avere peso per chi possiede la cultura e il denaro...
la religione spesso è solo una maschera di interessi gretti e brutali... la storia ce lo insegna, lo impareremo mai???
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